Il periodo immediatamente successivo alla morte del fondatore o della fondatrice costituisce, per tutti coloro che si interessano alla vita
religiosa e in particolare per lo storico, una fonte di notevole interesse per le tante questioni che in esso affiorano e possono, sostanzialmente, essere precisate in questo modo.
C’è un passaggio dal fondatore all’istituto, non sempre facile: da una parte, i membri sentono l’obbligo di proseguire il cammino iniziato dal fondatore, raccogliendone filialmente l’eredità e la spiritualità, sistematizzandole, a uso interno e, se possibile, anche a vantaggio di tutta la Chiesa; dall’altra, essi si sentono responsabili dell’istituto in prima persona, con l’obbligo — che viene anche da parte della Chiesa stessa — di correggere eventuali errori e colmare le lacune lasciate dal fondatore.