Se fosse don Guanella a consegnarci questo suo prezioso libretto, mi piace immaginare che direbbe a ciascuno: «Ricevimi, caro fratello. Io entro tanto nel segreto domestico di casa tua che nell’adunanza sacra della Chiesa con i fratelli tuoi. Intendo poi discorrere delle
massime divine, le quali giocondano gli affetti dell’anima […] Ci incammineremo dunque come fratelli che conversando famigliarmente muovono verso alla casa paterna».
Le sue parole del 1883 e 1884, con le quali presentava Andiamo al paradiso e In tempo sacro, ci introducono a queste pagine con lo stesso spirito, lo stesso desiderio con cui don Attilio Beria le sceglieva nel 1957 pubblicandole in una sede che a don Guanella riconosceva e dava un meritato rilievo nell’ambito della letteratura spirituale.