Sacerdote mancato, divenne cuoco nel noviziato dei Servi della Carità, domestico del cardinale Clemente Micara a Roma, promotore vocazionale in Spagna, dove perì in un tragico incidente.
L’autore, uno di quei ragazzi che all’epoca lo conobbero nei villaggi della Castiglia rimanendone conquistati, lascia volentieri la parola a Giovanni con una ricchezza di citazioni dalla sua autobiografia e dal suo diario spirituale, proponendo al lettore di avvicinarsi a una persona davvero speciale.
Infatti «bastava incontrare anche brevemente fratel Giovanni e difficilmente veniva dimenticato, come pure bastava conoscerlo da poco per iniziare a volergli bene».