Nel triennio, ogni tappa ha aggiunto un tassello a un mosaico più grande: dalla comprensione della vocazione del ruolo del laico nella Chiesa (don Paolo Asolan), alla riscoperta della pedagogia guanelliana, passando attraverso l’importanza delle relazioni educative (Antonio Valentini), dell’accompagnamento come arte del camminare insieme (Rosanna Furci), della Parola, della catechesi, dell’accompagnamento spirituale e della Regola di Vita (don Santino Maisano). Tre anni che hanno formato non solo competenze, ma soprattutto un cuore capace di ascoltare, discernere e servire con lo stile di san Luigi Guanella.
In questo triennio si è scoperto — o riscoperto — chi è davvero il Cooperatore guanelliano: una persona che accoglie una chiamata, che si lascia motivare dalla carità di Cristo, che ascolta, discerne, accompagna e si lascia accompagnare.
Si è compreso che il servizio del cooperatore non nasce da capacità straordinarie, ma da un cuore che vuole crescere nell’amore, nella disponibilità, nella presenza quotidiana, che la comunità cresce quando ognuno mette in gioco il proprio dono.
In particolare, riflettendo sull’accompagnamento, si è capito che esso non è un compito riservato a pochi, ma una forma di amore fraterno che appartiene a tutti: significa camminare accanto, senza sostituirsi; significa ascoltare con rispetto, sostenere con dolcezza, incoraggiare con fiducia. Significa riconoscere, ogni giorno, abbiamo bisogno di lasciarci guidare, perché nessuno diventa guida senza essere stato discepolo.
Durante l’ultima tappa, il laboratorio di progettazione comunitaria guidato da don Rossano Sala ha dato forma e metodo a quanto maturato nel tempo. Attraverso le parole chiave sinodalità, discernimento e scelte, i partecipanti sono stati guidati a rileggere la propria missione: riconoscere la realtà con sguardo evangelico, interpretarla con cuore docile e scegliere con coraggio e responsabilità ciò che lo Spirito suggerisce.
Il Consiglio Provinciale, che ha curato e organizzato l’intero percorso, ha visto in questo momento la sintesi ideale del cammino: un’associazione che cresce insieme, ascolta, collabora e si rinnova con sano realismo.
La conclusione, vissuta nella Chiesa dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari, ha avuto il sapore della gratitudine. Davanti al dipinto originale della Madonna della Divina Provvidenza, i Cooperatori hanno affidato i frutti del percorso e i propositi per il futuro. L’Eucaristia presieduta dal Delegato provinciale ha suggellato il triennio come un dono ricevuto e come un nuovo inizio per ciascuno.
Così si è chiuso un cammino intenso e fecondo: tre anni vissuti in un clima familiare, fraterno e radicato nel carisma; tre anni nei quali la formazione è diventata esperienza, la comunità è diventata casa e la carità è diventata stile. E ora, come sempre nella spiritualità guanelliana, si riparte: con cuore riconoscente, con entusiasmo rinnovato e con la certezza che la Provvidenza continuerà a guidare i passi dell’Associazione e di ciascun Cooperatore.
Il cammino continua. Continua nelle parrocchie, nei centri, nelle comunità, nelle nostre famiglie, nei luoghi in cui viviamo e ci spendiamo ogni giorno. “Continuiamo ad accompagnarci l’un l’altro, ad ascoltarci, a sostenerci, a costruire insieme una presenza guanelliana credibile, creativa e generativa, viva e gioiosa”.
Il Consiglio Provinciale del Centro Sud Italia