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Quando la scrittura racconta: don Guanella e la grafologia

Lo scorso giovedì 22 maggio, la Casa Divina Provvidenza dell’Opera don Guanella di Como ha avuto l’onore di ospitare la grafologa e criminologa Candida Livatino, cugina di Rosario Livatino, il magistrato assassinato dalla mafia nel 1990 e beatificato nel 2021 nella cattedrale di Agrigento. 

 L’occasione è stata la presentazione del suo ultimo libro, “Grafologia e criminologia. Killer e vittime analizzate attraverso la scrittura”. 

Oltre a collaborare con diverse testate del gruppo Mediaset e con i programmi RAI per le sue analisi grafologiche, Candida ha portato il suo sguardo esperto per svelare i segreti della mente umana attraverso la scrittura. 

Accanto a lei, a moderare l’incontro, c’era la direttrice artistica del festival letterario Voci della Storia, Eva Musci. Insieme, hanno esplorato come, attraverso l’analisi dei tratti grafici, sia possibile ricostruire i profili psicologici di persone coinvolte nei casi di cronaca nera più noti. 

La grafologia, ci ha spiegato Candida, è una vera e propria scienza che indaga la personalità, il carattere e il mondo emotivo di una persona partendo dalla sua scrittura. Il foglio è il nostro ambiente, e la traccia che lasciamo è unica, proprio come un’impronta digitale. 

L’evento è stato un’occasione unica anche per noi, poiché Candida ha analizzato la grafia del nostro Fondatore, don Guanella, attraverso una lettera autografa del 18 maggio 1901, su carta intestata della Casa Divina Provvidenza.  

Un’analisi che ci ha permesso di conoscerlo da un punto di vista ancora più intimo e profondo. 

Don Guanella ha una grafia spigolosa e calcava sul foglio con una buona energia. Questi due elementi insieme ci dicono che era un uomo grintoso, molto tenace e determinato, un vero combattente, non sopportava le ingiustizie, pronto a lottare per una giusta causa. La larghezza delle lettere e il distanziamento tra loro ci rivela una persona molto generosa e sensibile ai bisogni dei più deboli e dei meno fortunati (…). L’uguaglianza della firma e del testo della lettera rivela una persona vera e sincera; l’aver unito la “D” di don e “Guanella” mette in evidenza la sua identità, dove il suo essere sacerdote è un tutt’uno con il cognome, con sé stesso. L’inclinazione della scrittura verso destra rivela la sua intelligenza assimilativa”.