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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: cronaca di un incontro fraterno a Iași, Romania

CATTOLICI E ORTODOSSI: UN CUORE SOLO

IAȘI – La nostra missione guanelliana si fonda sul vedere Cristo in ogni persona, specialmente in chi è più fragile. Lunedì 19 gennaio 2026, questa missione ha abbracciato una dimensione ancora più profonda: la nostra Cappella della Casă Sfântul Iosif (Casa San Giuseppe) ha ospitato la seconda giornata della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.
È stata una serata di grazia in cui le barriere confessionali si sono sciolte nella preghiera comune, sotto il tema ispiratore: “Con ogni umiltà, dolcezza e pazienza, sopportandovi a vicenda nell’amore.” (Efesini 4:2).
La Redazione

CRONACA DI UN INCONTRO FRATERNO

A cura di suor Victoria Pop, guanelliana 

La celebrazione, presieduta da don Mihai Roca , ha visto la partecipazione attiva di don Egidiu Condac ( Direttore Caritas Iași) e dei nostri confratelli Servi della Carità. La gioia più grande è stata accogliere i fratelli ortodossi, il cui coro, “Muguri de cânt”, ha elevato gli animi con la bellezza celestiale degli inni bizantini, creando un’atmosfera di profonda pace.

Durante la liturgia ecumenica, due momenti hanno toccato il cuore di tutti.
La luce di Cristo: I nostri padri guanelliani, don Solomon e don Ghedeon, hanno distribuito le candele accese a tutti i presenti. Vedere la cappella illuminata è stato il segno tangibile di come l’amore di Gesù risorto possa vincere ogni oscurità e divisione.
L’icona del Buon Samaritano:  Come ricordato durante l’omelia, l’unità non è un concetto astratto, ma un cammino che inizia nel cuore e si concretizza nelle nostre relazioni quotidiane.

Particolarmente commovente è stato l’intervento di padre Cristian , della Chiesa Ortodossa Pogorârea Duhul Sfânt.

Egli ha espresso profonda gratitudine verso noi Suore Guanelliane per la cura e il rispetto con cui assistiamo quotidianamente gli anziani e le persone con disabilità. La presenza dei seminaristi e in modo particolare degli ospiti dei nostri centri alla preghiera è stata la testimonianza più bella: ogni gesto di carità verso di loro è, di fatto, un incontro con Cristo che è la nostra vita e la luce delle genti. Abbiamo voluto donare un piccolo segno: l’immagine del buon Samaritano , un’icona di un monastero ortodosso che ci  ricorda l’importanza di farci prossimi. La serata non è stata solo una celebrazione, ma la conferma che siamo un’unica famiglia cristiana che si sostiene e si incoraggia.

Foto di Ovidiu Bișog