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RESTARE QUANDO È SCOMODO – La teologia della sosta

Viviamo nell’epoca del “clic”, della gratificazione istantanea e della fuga programmata. Se un contenuto non ci piace, facciamo swipe; se una relazione diventa pesante, “ghostiamo”; se una situazione si fa complessa, cerchiamo l’uscita di sicurezza più vicina.

Tuttavia, il Vangelo non è un’app di food delivery che ci porta la grazia a domicilio senza sforzo. È, al contrario, l’invito a restare.

Per un cristiano, “farsi prossimo” non è un esercizio di filantropia da fine settimana. È un atto di incarnazione. Gesù non ha guardato la nostra sofferenza da un balcone; ci è entrato dentro, sporcandosi i piedi con la polvere delle nostre strade e le mani con il sangue delle nostre ferite.

Spesso, però, siamo tentati di amare solo chi è “amabile”. Ma che merito c’è? La vera sfida della carità si gioca con le persone difficili:

  • Quelli che non ringraziano.

  • Quelli che rispondono male perché il dolore li ha resi aridi.

  • Quelli che, come anziani fragili e disabili gravi, sembrano non poterci dare “nulla in cambio”.

Restare accanto è accettare l’impotenza. Significa capire che non siamo lì per aggiustare l’altro come se fosse un elettrodomestico rotto, ma per abitare la sua stessa ferita.

C’è una forza sovversiva nel verbo restare.

È il rimanere giovanneo: « Rimanete in me».

  1. Restare è preghiera: Quando non abbiamo parole per consolare, la nostra presenza diventa una preghiera vivente, da restare diventa restanza, un atto attivo. Significa abitare un luogo o una situazione con consapevolezza, sentendosi responsabili di quel posto, di quella persona. È un “restare” che si muove, che crea, che resiste.  È un atto d’amore.

  2. Restare è profezia: In un mondo che scarta chi non produce, chi resta accanto all’ultimo grida al mondo che quella vita ha un valore infinito, a prescindere dalla sua “utilità”.

  3. Restare è Pasqua: Non c’è Risurrezione senza il Sabato Santo, quel tempo scomodo di attesa e di silenzio dove sembra che Dio non faccia nulla, e invece sta preparando la vita nuova.