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LO STRAPPO ALLA TUNICA DI CRISTO E IL DRAMMA DELLO SCISMA- Le disposizioni della Santa Sede

Foto Multimedia/FSMP-Suore guanelliane

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha diffuso una nota esplicativa contenente importanti chiarimenti per la tutela ecclesiale e la cura pastorale del popolo di Dio:

  • Scomunica per i ministri- Monsignor Alfonso de Galarreta e i quattro nuovi vescovi ordinati sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica per il delitto di scisma (can. 1364 § 1 del Codice di Diritto Canonico).

  • Posizione dei fedeli laici- Si ammoniscono i fedeli a non aderire formalmente allo scisma della Fraternità. Coloro che lo faranno incorreranno a loro volta nella medesima pena della scomunica.

  • Invalidità dei Sacramenti- Viene comunicato ufficialmente che i ministri sacri della Fraternità amministrano i sacramenti in modo illecito. In particolare, il sacramento della Penitenza (confessione) e i Matrimoni da loro assistiti sono da considerarsi invalidi.

  • Da un punto di vista istituzionale, la decisione del Vaticano esprime la necessità di tutelare il mandato pontificio. L’ordinazione di nuovi vescovi senza il mandato del Papa costituisce una ferita diretta all’autorità apostolica. Ribadire la sanzione della scomunica vuol dire riaffermare che la nomina dei pastori non è un fatto privato o locale, ma il cardine su cui poggia l’unità visibile della Chiesa universale.

    La Fraternità San Pio X ha storicamente manifestato anche una netta opposizione a pilastri fondamentali del Concilio Vaticano II. Con questo chiarimento, la Santa Sede ribadisce implicitamente che l’accoglienza del Concilio non è opzionale, ma rappresenta la bussola dottrinale e pastorale imprescindibile per definirsi in piena comunione con la Chiesa cattolica.

    Infine la decisione della Santa Sede rappresenta un freno alle polarizzazioni. In un’epoca segnata da forti tensioni e spinte centrifughe, il decreto traccia una linea di demarcazione netta contro i tentativi di cavalcare il dissenso interno, ricordando che il vero amore per la tradizione non può mai prescindere dall’obbedienza al Vicario di Cristo.

L'APPELLO ALLA COMUNIONE E ALLA RICONCILIAZIONE

La Chiesa, ribadendo la necessità per tutti i fedeli di rimanere saldi e uniti al Romano Pontefice e ai vescovi in comunione con lui, esorta ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse dalla Fraternità. Al contempo, muovendosi con cuore materno, la Santa Sede assicura che accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che esprimeranno il desiderio di fare ritorno alla piena comunione ecclesiale. I Nunzi Apostolici disporranno a breve delle procedure necessarie che gli Ordinari diocesani potranno utilizzare per gestire i singoli casi di riconciliazione.

La Santa Sede, dunque, non chiude la porta: le linee guida affidate ai Nunzi Apostolici dimostrano che l’obiettivo finale rimane, ieri come oggi, il ristabilimento della piena unità.

La preghiera di tutta la comunità ecclesiale si stringe attorno al Santo Padre, affinché lo strappo nella tunica di Cristo possa un giorno essere ricucito.