Pellegrinaggio a Torino
Il senso più profondo del nostro essere Famiglia guanelliana si rivela quando ci mettiamo in cammino insieme. Ritrovarsi, condividere la strada e farsi compagni di viaggio è un dono che rinnova la comunione fraterna e ci fa sentire parte viva di un disegno più grande.
Il pellegrinaggio a Torino è stato un vero e proprio itinerario dello spirito. Camminare nei luoghi in cui la grazia divina ha operato in modo così visibile, lì dove la provvidenza si è fatta carne e accoglienza attraverso Don Bosco e il Cottolengo, i pellegrini hanno respirato l’eredità spirituale di giganti della fede che hanno segnato profondamente la vita e il cuore del Fondatore.
In quei frequenti viaggi a Torino, san Luigi Guanella ha respirato l’ardore educativo salesiano e la fiducia incrollabile nella Provvidenza del Cottolengo, fondendo queste ispirazioni nello spirito che oggi ci caratterizza.
A cura di suor Franca Vendramin, guanelliana
Molto bello il pellegrinaggio a Torino!
Sì… eravamo in oltre sessanta partecipanti!
È stata un’esperienza fraterna con Cooperatori e amici, le giovani sorelle del TAC (Tempo di Approfondimento del Carisma) diverse consorelle e don Nico Rutigliano.
E’ stato un “tuffo” nella Cittadella della carità: don Bosco, il Cottolengo e a pochi passi, la Consolata. Sempre con noi ha “viaggiato” don Guanella, in ricordo dei suoi numerosi viaggi a Torino quando era a Savogno e il suo legame profondo con don Bosco.
Nell’andata ci ha guidato il prof. Sergio Todeschini, laico consacrato salesiano e così eravamo preparati a “gustare” le meraviglie della carità. A Torino, le guide sia per i luoghi di don Bosco come del Cottolengo, hanno fatto il resto.
In conclusione, dopo aver pagato il dovuto per il pellegrinaggio, ci sono avanzate 600 euro quindi abbiamo pensato a cosa avrebbero fatto i santi appena “incontrati” e così abbiamo deciso: dono di 200 euro al confratello don Arnold per i bambini del Congo, spesso vittime dell’ebola; e di 400 euro all’Associazione “Frontiere di Pace” i cui volontari, da oltre 4 anni, partono da Maccio (CO) per raggiungere la martoriata Ucraina per portare un messaggio di speranza. Ci hanno offerto la loro testimonianza coraggiosa nell’incontro di formazione dello scorso mese di marzo a Como.
Nel viaggio di ritorno, l’autista del pullman, ignaro di tutto, così ha commentato: “Ho fatto tanti viaggi, ma in questo mi ha colpito il vedere come siete uniti tra di voi!”.
Di certo, nessun merito nostro, frutto dell’amore, semplicemente…
Deo Gratias!